I nostri consigli per fare incontri

Articolo 24

Ti presento i miei figli

Al giorno d'oggi, il concetto di famiglia allargata non è più una stranezza, ma nonostante questo nuovo modo di concepirla come un evento frequente, normale, è necessario tenere presente alcuni fattori tutt'altro che semplici ed immediati.

Questo spiega perché ancora oggi per definire un genitore "sostitutivo" sono in uso vocaboli come matrigna e patrigno, termini che ispirandosi al mondo dell'immaginario fiabesco sono quasi sempre attribuiti a persone con caratteristiche negative. Nessuno ama incarnare questa immagine, e talvolta per il timore di assumere questo ruolo negativo si è portati ad esagerare con comportamenti opposti per niente spontanei. L'incontro tra il figlio/i dell'altra/o ed il nuovo compagno/a del padre o della madre non è una semplice conoscenza reciproca, ma il "terzo" genitore entra in un gruppo che vive di regole e abitudini precostituite e consolidate nell'assetto precedente della famiglia, trovare il proprio spazio all'interno di un gruppo preesistente richiede impegno e pazienza.
Per agevolare questa situazione è necessario ricordare che:
- ci sono dei tempi da rispettare
- sentimenti da non sottovalutare
- insicurezze ed incomprensioni da affrontare

Ogni cambiamento radicale nella vita di ciascuno rappresenta uno stress più o meno intenso, e i cambiamenti relativi alla vita quotidiana e familiari sono i più impegnativi da superare. Quando e come intraprendere un cambiamento così importante?

Sicuramente il processo di "costruzione" di una nuova famigli richiede tempo, e perciò, una volta concordato che vi sentite pronti per questo passo, è consigliabile una conoscenza graduale attraverso incontri inizialmente di breve durata per poi trasformarsi in momenti di condivisione più lunghi, sempre nel rispetto dei tempi di ognuno. È consigliabile un periodo di prova prima di prendere qualsiasi decisione o di intraprendere dei cambiamenti radicali. Si favorisce così un naturale processo di cambiamento e di reciproca conoscenza. Ci vuole tempo prima che si sviluppino delle relazioni affettive e nuovi legami, soprattutto dopo una separazione, e nelle ferite legate alla perdita. Le ricerche effettuate in questo ambito hanno evidenziato che subentrare ad un genitore mai conosciuto dai figli può rappresentare uno stimolo positivo, il genitore biologico in questo caso è una figura della quale i figli non hanno esperienza né ricordo e quindi sono scongiurate le minacce del confronto, della rivalità e della percezione di essere un intruso; al contrario questa situazione può facilitare un legame positivo tra figli e genitore che subentra. Ciò che è di rilevante importanza, direi determinante, è la chiarezza dei ruoli, non pretendere che il nuovo compagno/a del genitore venga accolto/a come altro padre o madre dai figli. Tutto ciò per evitare conflitti legati proprio alla confusione dei ruoli all'interno del nuovo assetto. Come sopra ho detto è difficile che un figlio/a accolga il nuovo arrivato come il sostituto del genitore, è quindi importante anche saper osservare ed ascoltare per favorire così un chiarimento delle reciproche aspettative. Alcuni dei ruoli che risultano i più soddisfacenti per entrambi (nuovo compagno del genitore e figli) sono legati a figure non minacciose, come per esempio incarnare la figura dell'amico, del confidente. Sono ruoli intermedi tra il voler essere considerato a tutti i costi genitore (senza rispettare i tempi dei figli) e il non assumere nessuna posizione evitando di costruire una relazione con i figli dell'altro. Ciascun membro coinvolto nella costruzione di un nuovo nucleo deve avere ben chiaro chi è il nuovo arrivato, che posto ha, come va chiamato e che cosa può pretendere.

La costante dovrebbe essere che il nuovo compagno/a è una persona aggiuntiva e non sostitutiva, un "di più" invece che al "posto di".

In definitiva per agevolare questo tortuoso e graduale passaggio attrezzatevi di comprensione, atteggiamento di apertura e non giudizio, accettazione del cambiamento, una buona dose di autoconsapevolezza, alla base di una identità di sé integra, e soprattutto cercate di evitare ogni forzatura pretendendo eccessivamente da voi stessi e dagli altri, favorendo sempre una chiara comunicazione.

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