I nostri consigli per fare incontri

Articolo 12

Dirsi tutto fin dall'inizio

Dopo alcuni contatti preliminari avete deciso che è arrivato il momento di incontrarvi! Una delle domande che più spesso ricorre riguarda proprio il cosa dire e il non dire durante questi primi incontri. Fino a che punto raccontare di te?

Naturalmente come sempre non esistono regole, ma forse è importante sapere cosa c'è dietro il bisogno di raccontare subito tutto di sé, e cosa forse rende alcuni più reticenti a svelarsi. Ci sono persone che si pongono raccontandosi, cercando di non tralasciare alcun dettaglio circa il proprio passato, le proprie aspirazioni, gli eventi importanti della propria vita, oltre che elencare una serie di pregi, difetti, interessi, in preda ad uno spasmodico bisogno di far sapere all'altro tutto di sé. Senza rendersi conto, sommergono l'interlocutore con tutte queste informazioni forse proprio con l'intento inconscio di evitare che l'altro si faccia un'opinione sbagliata o comunque un'opinione. In questo caso è l'ansia che deriva dalla paura del giudizio ad indurre un simile comportamento. Per te che ti riconosci in questo atteggiamento cerca di selezionare le cose che vuoi raccontare, ma soprattutto cerca di controllare il ritmo con cui ti racconti, ricorda che sei ad un incontro, dove anche l'altro deve avere il suo spazio legittimo.

È importante che il tuo interlocutore possa farsi una sua idea personale di te! Per entrare in un vero processo di conoscenza reciproca è necessario che nella mente di ciascuno si creino dei dubbi, delle curiosità e il bisogno di domandare. Il conoscersi è un processo dinamico, non una semplice trasmissione di informazioni; è una danza di momenti in cui ci si avvicina e ci si allontana, in cui ci si osserva e in cui ci si lascia attraversare da sensazioni, dove ognuno fa i propri passi verso l'altro.

Anche una estrema reticenza nel raccontarsi può dipendere dal timore di essere mal giudicati. In questo caso predomina un atteggiamento di chiusura che nasce dal bisogno di muoversi in spazi conosciuti, cioè di aprirsi solo quando si è sicuri di non rischiare (un giudizio, un rifiuto o una disapprovazione!). Per queste persone è importante sapere che non è necessario raccontare tutto e che sta a loro decidere cosa dire e cosa no; indipendentemente dalle cose dette è naturale che l'altro si crei comunque un'opinione. Non succede nulla di irreparabile se si lasciano intravedere piccoli scorci di sé. Queste persone devono tenere a mente quale sia l'obiettivo di questo incontro e cioè quello di sentire e capire se la persona che hanno davanti sia quella giusta per loro, ma l'incontro diviene conoscenza e rapporto solo nella reciprocità. È quindi necessario per loro imparare ad esporsi gradualmente sforzandosi di non focalizzare l'attenzione a cosa l'altro possa pensare di loro, ma piuttosto cercare di cogliere che sensazioni stiano provando davanti a quella determinata persona. Qualunque sia la nostra posizione nei confronti del raccontarci più o meno, ricordiamo che non si può essere trasparenti in modo assoluto in quanto ciò che raccontiamo è filtrato dalla coscienza di chi ascolta, che ha un proprio un proprio vissuto ed una propria storia, e che anche se non vogliamo raccontarci, esiste una comunicazione che va oltre il canale verbale, pur non raccontando, qualcosa trasmettiamo.

Naturalmente esiste una regola: non sentirti obbligato a rispondere alle domande che ti vengono poste, è un tuo diritto scegliere se rispondere o meno così come è un diritto per chi chiede farle. Senza dubbio un incontro non è sufficiente e quindi non abbiate fretta di raccontarvi così come non abbiate sete di informazioni. Una sana conoscenza richiede gradualità e la mente ha bisogno di tempo per elaborare le informazioni immagazzinate.

Incontra i single che
ti sono davvero affini

  • Fai gratuitamente il nostro Test di Affinità
  • Scopri la TUA selezione di single
  • Entra in contatto

Aiuto in linea

Trova tutte le risposte
alle tue domande: